C’è una bomba a bordo

C’è una bomba a bordo

Il vecchio cacciatorpediniere San Giorgio, ex Pompeo Magno, modificato in nave scuola a favore degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, diminuì la sua andatura fin quasi a fermarsi. Rallentò per pochi istanti, giusto il tempo necessario per imbarcare il pilota portuale che l’avrebbe guidato sino al molo d’ormeggio, e riguadagnò velocità. Per l’equipaggio e per i pinguini (così erano soprannominati i cadetti dell’Accademia a causa della loro caratteristica divisa) quel rallentamento fu l’inequivocabile segnale dell’arrivo a New York. Tutti raggiunsero il proprio posto di manovra ancor prima che l’ordine fosse impartito e, fatto straordinario, anche meccanici e motoristi si aggiunsero alle sezioni del personale di coperta, tutti rigorosamente in divisa […]

Storia della pasticceria a Galatina nel ‘900 (1^ parte)

Storia della pasticceria a Galatina nel ‘900 (1^ parte)

  «Tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso», mi disse poco tempo fa un ex fornitore di materie prime alimentari per pasticcerie, originario di Ortelle, «Galatina era considerata la ‘capitale’ della pasticceria salentina». Non si tratta, in realtà, di un’opinione isolata e senz’altro non è nemmeno infondata. All’epoca, infatti, l’arte pasticciera galatinese, oltre ad aver raggiunto un alto livello di qualità e una notevole varietà di prodotti, aveva perfino influenzato la produzione artigianale di Lecce e di diversi paesi della provincia grazie soprattutto al contributo lavorativo e agli insegnamenti di alcuni grandi maestri pasticcieri in verità non tutti originari di Galatina, ma che vi avevano operato per molti […]

LE SETTE SEGRETE

LE SETTE SEGRETE

Grazie allo storico Pietro Palumbo di Francavilla Fontana, al notaro Nicola Pignatelli e a Ferrante Tanzi, direttore dell’Archivio di Lecce, la storia salentina del primo Ottocento si è potuta arricchire adeguatamente. Il primo, grazie ad una ricerca meticolosa, ha studiato in lungo e in largo il Risorgimento Salentino; il secondo ha redatto uno zibaldone di cause criminali risalenti alla Repubblica Napoletana del 1799, mentre il terzo ha riordinato pazientemente molte notizie sulle Sette o Vendite Carbonare. Poco è emerso dagli Atti di polizia relativi al periodo 1800-1860, ammucchiati qua e là disordinatamente in diversi luoghi del Regno. La scarsità di notizie è anche dovuta al fatto che molti storici dell’epoca […]

FEDELE ALBANESE

FEDELE ALBANESE

12 marzo 1882: i redattori de IL MONITORE odono un colpo di pistola, si precipitano nell’ufficio del direttore Fedele Albanese: è seduto sul divano, la testa reclinata sulla spalla, un mazzolino di viole all’occhiello del cappotto; a terra il suo sigaro ancora acceso e la mano destra che impugna la pistola con la quale si è sparato un colpo alla tempia destra. Muore così, a soli 37 anni, il nostro concittadino, giornalista eccezionale e garibaldino coraggioso. Muore anche il suo sogno: un giornale tutto suo che dopo appena quattro mesi, senza gli aiuti economici promessi, non è in grado di sopravvivere e cessa quindi le pubblicazioni. Importanti firme del giornalismo […]

MAX HAMLET SAUVAGE

MAX HAMLET SAUVAGE

Un artista originalissimo, uno dei più eclettici, bizzarri e interessanti di Terra d’Otranto, esponente di un neosurrealismo metafisico che ha fatto interessare di lui moltissimi critici d’arte che si sono accostati al suo universo simbolico così metaforico e sfaccettato. Parliamo di Max Hamlet Sauvage, artista originario di Gallipoli, che oggi vive a Tuglie, e che nello scorso mese di novembre 2018 ha donato al Museo Pinacoteca “Enrico Giannelli” di Parabita, sito nel Palazzo Ferrari, una dotazione di 84 sculture e 50 disegni.  “Sculture biomorfiche- dall’idea all’anima della forma (opere inedite disegni e sculture- anni ’75-85)”, è il titolo della donazione permanente. L’arte di Max Hamlet Sauvage nasce dall’incontro con tre […]

Pippi Onesimo

Pippi Onesimo

Mentre si approntava questa edizione del Filo di Aracne, ha lasciato la vita terrena Pippi Onesimo, uno dei fondatori storici della nostra rivista, con cui ha collaborato ininterrottamente per quasi quattordici anni. Aveva intitolato la sua rubrica “I racconti della Vadea”, rivendicando quasi con orgoglio identitario il fatto di essere nato “là in mezzo”. Per lui, come per molti lettori che gradivano sfogliare il Filo di Aracne partendo dalla fine, quella rubrica ha rappresentato uno spazio ideale, quasi un prodigioso recinto che racchiudeva i ricordi più importanti dell’infanzia e l’adolescenza, riesplorati nell’alone di una memoria volta a ridare empatia a quel periodo magico della sua vita (gli anni intorno alla […]