Nei ricordi si scuola

Nei ricordi si scuola

Quel primo turbamento maturò per caso nella mattinata di una noiosa, insipida e insignificante giornata di fine marzo nella palestra scoperta della Scuola Media “Giovanni Pascoli”, a ridosso degli scrutini del secondo trimestre. Chicco frequentava allora il secondo anno in quella Scuola, in una classe vivace, appena contenuta dalla paziente tolleranza di insegnanti capaci e professionalmente brillanti. Fu fortunato, perché in quella Scuola e in quel periodo ebbe a che fare con docenti, che, pur se freschi di nomina, dimostravano già il loro indiscusso spessore culturale e soprattutto la loro abile e innata capacità didattica. Il loro entusiasmo era estremamente contagioso, per cui si andava volentieri a scuola. Erano i […]

La banda

La banda

Nardò può fregiarsi di aver avuto una banda musicale di risonanza internazionale denominata “Banda Verde”, chiamata in tal modo forse per contraddistinguerla da quella “Rossa” di San Severo di Puglia. A dir la verità, pare che a Nardò ci fosse anche un’altrabanda, di minor prestigio, denominata “Rossa”, per riferirsi evidentemente a quella foggiana. Ma non si hanno prove della sua esistenza, se non dicerie nate dalla fantasia del popolino. Oltre a questa celebre banda musicale, vi era una seconda che era costituita da soli cinque musicanti, direttore compreso. Più che una banda era da considerarsi un semplice complessino che operava unicamente in ambito cittadino, senza mai avventurarsi in altri paesi […]

Leon Gabetta

Leon Gabetta

L’affondamento dell’incrociatore “Leon Gambetta” di N.B. Vacca Entrando nel Santuario di Santa Maria di Leuca sul lato sinistro potete notare una lapide il cui testo in lingua francese recita: A la memoire du Contre Amiral Sènés du Cap.ne De Veau Andrè de l’Etat – Mayor et de l’Equipage du CROISEUR CUIRASSE LEON GAMBETTA morts pour la France le 27 avril 1915 Inoltre anche una via di Santa Maria di Leuca è intitolata : “Leon Gambetta”. La lapide e il nome della strada ricordano una drammatica storia di guerra avvenuta nel mare antistante che coinvolse la gente della piccola cittadina alla vigilia dell’entrata dell’Italia nella guerra del ’15 – ’18. Nel […]

L’affondatore solitario

L’affondatore solitario

Il 1943 per le forze armate italiane fu un anno disastroso per gli innumerevoli insuccessi sui vari fronti di guerra. Al contrario il S.I.M. (Servizio Informazioni Militari) in quell’anno, ma anche nell’anno precedente, riscosse notevoli successi sia con la cattura di numerose spie di varie nazionalità operanti sul territorio italiano, sia per il notevole flusso di informazioni che riceveva dai propri agenti segreti sparsi in territorio nemico. Probabilmente questi successi erano dovuti anche al fatto che i servizi segreti delle forze alleate, visto l’andamento favorevole della guerra, avevano allentato la morsa e messo da parte ogni precauzione consentendo agli agenti segreti italiani di cogliere numerosi e insperati successi. Tra le […]

Al funerale di don Ciccio

“E’ muertu don Ciccio, è muertu don Ciccio!” “Nnaaah! Tuttu ti paru?… E comu è successu?” “’Nu cuerpu, cumpare miu, li ìniu nu cuerpu e non c’è statu cchiù nnienzi de fare!” La “notizia” corre veloce di bocca in bocca e in un paio d’ore tutta la città viene a conoscenza che il barone “don Ciccio” ha reso l’anima a Dio e che “bisogna” fare le condoglianze alla famiglia. Subito dopo la notizia lungo la strada adiacente al palazzo baronale di don Ciccio si formano i primi capannelli di persone che commentano mestamente l’accaduto, diffondendo per la via un lugubre brusio, in attesa che il maestoso portone d’ingresso principale del […]

L’antica abbazia di San Mauro

L’antica abbazia di San Mauro

Intorno all’anno 1000, oggi nell’agro di Sannicola ma un tempo nell’antico agro di Gallipoli, sulla collina dell’Alto Lido, a due km dalla ‘Città bella’, fu costruita l’abbazia di san Mauro, luogo di culto per monaci e fedeli di rito greco-ortodosso. Chi per primo informò gli studiosi dell’esistenza di questa abbazia fu Antonello Roccio il quale, in un suo manoscritto, oggi conservato nella Biblioteca civica di Gallipoli, intitolato Notizie memorabili dell’antichità della fedelissima città di Gallipoli (1640), a carta 303, scrive: «San Mauro, intorno al 1519, anno in cui sull’abbazia officiava ancora l’ultimo abate, e[ra] rovinata senza [altri] monici, solum con l’Abate, quale rende circa ducati 100 l’Anno». Alcuni secoli dopo […]