L’occhio del vicino

L’occhio del vicino

di  Daniele  Mangia

Mi osservano, ne sono sicuro! Se faccio capolino dalla finestra della cucina, sicuramente vedrò il mio vicino che mi guarda dal suo terrazzo.

Ieri stavo cucinando e mi sono accorto che stava lì, fermo a guardarmi. E’ un tipo strano, capellone barbuto, e sembra che vada in giro tutto il giorno con una tuta grigia. Mi sono nascosto dietro la tenda e ho visto che guardava sotto, come per vedere se c’era un modo per passare sul muretto che divide le case.

Forse dovrei uscire fuori e fissarlo con fare arcigno, oppure mettere un allarme a infrarossi, nel caso volesse farmi qualche scherzo. Ne ho parlato con mia moglie e mi ha detto che è sempre stato una persona tranquilla e riservata. A volte lo aveva incrociato nei supermercati, insieme alla moglie.

Sto forse soffrendo di paranoia? Eppure, di notte, mi è parso di vedere una figura scura sul terrazzo. Si è accovacciata non appena mi sono sporto dalla finestra della cucina per prendere una boccata d’aria. Fa caldo in casa ed è il mese di ottobre. Fuori fa freschetto, ma mia moglie non apre quasi mai le finestre per arieggiare e di giorno il sole batte sul tetto, scaldandolo come se fosse agosto.

Lei non sente caldo, anzi di notte dorme con la coperta, cosa che mi fa andare di matto, perché io invece sudo come un maiale e dormo da schifo. Maledizione! Sembra che l’estate non finisca mai a casa mia. Giorni fa sono entrato in un supermercato con l’aria condizionata ancora accesa e mi è sembrato di respirare come se fossi in montagna!

Ok, stasera andrò a dormire nello studio, ci ho messo pure un lettino da campeggio. Voglio vedere se trovo il tizio ancora sul terrazzo. Ho portato con me una lampada a led, abbastanza potente da illuminare la scena a giorno. Tanto se non c’è nessuno, neppure vedrà la luce, sotto il terrazzo. Le sue persiane sono ben chiuse a quest’ora. Pompa aria condizionata tutta la notte.

Decido di appostarmi verso le 23. Mia moglie vede sempre la tv nella stanza da letto, per cui mi è facile nascondermi in cucina. Da quando mi sono pensionato, non si stupisce affatto se non mi vede andare a letto fino a notte tarda.

Arrivo a mezzanotte, ma sembra che non ci sia nulla di strano. Eppure, sento un brivido sulla schiena. Resto lì come una vedetta sul cassero di una nave per alcune ore. Poi di nuovo verso l’una, mezzo addormentato, scorgo un’ombra sul tetto! A questo punto la illumino uscendo dal mio pertugio e vedo un tizio che si blocca dalla sorpresa! Non è il mio vicino, è più basso, più magro ed ha una tuta scura addosso.

Resto interdetto e lui approfitta subito per scappare via. Salta come un cerbiatto sul muretto sotto il terrazzo, fa rumore sbattendo contro qualche cesto d’immondizia, dopo essere atterrato sulla strada,  e scompare velocemente dietro un vicolo. Il rumore ha svegliato il mio vicino, che apre le imposte e mi vede di fronte con occhi assonnati.

“Cosa succede? cos’è questo chiasso?”, dice con la voce impastata.

“Credo che sia un ladro. L’ho visto sul terrazzo ed è scappato via …” rispondo incerto. Mia moglie entra in cucina, richiamata anche lei dal frastuono. Un cane abbaia poco lontano.

Il mio vicino si anima e dice: “Un paio di notti fa ho sentito dei rumori sul terrazzo. Sono andato a vedere sopra, ma non ho visto nulla di strano… Forse era qualcuno venuto per un sopralluogo”.

La cosa non mi convince e storco il naso. Un tizio che cerca di entrare in casa dal terrazzo, pur sapendo che è chiuso a chiavistello dall’interno? Avevo notato giorni prima che non c’era infatti una serratura sul portone di metallo della terrazza, ma piuttosto un meccanismo a bloccaggio manuale. Lo avevo uguale sul mio terrazzo. Quindi avrebbe dovuto sfondare la porta per entrare, facendo molto più chiasso.

Tuttavia, ci prendemmo un bello spavento, mia moglie non riuscì a dormire quella notte.

La terrazza

Il giorno dopo, rividi il mio vicino verso mezzogiorno. Stava tornando dal supermercato, ed aveva un paio di buste della spesa con sé. Lo fermai per chiarire ciò che era successo, ma era molto impaziente e poco disponibile.

“Sicuramente non tornerà più, stia tranquillo!” esclamò poco prima di entrare in casa.

“Avete qualcosa di valore sulla terrazza?” gli chiesi velocemente.

Lui si fermò un attimo, guardandomi in modo sorpreso.

“Assolutamente no. Credo che comunque non siano affari suoi. Per fortuna non è entrato in casa”.

“Non volevo essere invadente. Mi è sembrato strano che avesse cercato di entrare in casa da lì, visto che d’estate le finestre spesso sono aperte per il caldo…”.

Mi guardò in modo diffidente: “Starò più attento allora a lasciare le persiane socchiuse, così non avrà di che preoccuparsi.  La saluto!”

Così dicendo, mi volse le spalle e mi chiuse la porta in faccia. Restai interdetto. Era la chiacchierata più lunga che avevamo fatto in due anni che abitava accanto a noi. Scortese e aggressivo come un gatto arrabbiato! Se non fosse per me, magari gli avrebbero rubato qualcosa di valore dal terrazzo. Mi venne infatti l’idea che nascondesse qualcosa, visto il modo sbrigativo in cui mi aveva liquidato.

A casa, ne parlai con mia moglie che era piuttosto preoccupata, pensando che qualcuno potesse entrare in casa nostra nel cuore della notte.

“Cosa hai intenzione di fare per evitare di trovarci un estraneo in casa?”

“Prendiamo un cane?” proposi stuzzicandola.

“Non scherzare, qui la cosa è seria!” rispose con una smorfia di disappunto.

“Beh, potremmo mettere tua madre di vedetta, visto che speso non dorme la notte”, incalzai per sdrammatizzare.

“Ehi, vuoi essere serio? ” gridò lei esasperata.

Dannazione! Non volevo spendere un mucchio di soldi per comprare un allarme per finestre e balconi. Tuttavia mia moglie aveva ragione. E poi mi preoccupava anche l’atteggiamento del mio strano vicino. Nascondeva qualcosa, ormai ne ero sicuro…

“Ok, tranquilla. Più tardi vado a vedere se trovo qualche allarme facile da installare…”. In realtà però avevo in testa di prendere un paio di telecamere notturne e registrare l’attività del mio vicino. Se lei lo avesse saputo, mi avrebbe preso per matto!

Con un po’ di maneggi riesco ad installare le videocamere con i sensori di posizione e da quella notte si dorme più tranquilli.Tuttavia, una settimana dopo sento delle imprecazioni dalla finestra del mio vicino. Dista appena una decina di metri e quindi riesco a percepire qualche parola.

“Ho quello che ti serve… Non rompere … Vieni stasera verso il tardi e non fare rumore.”, questo è quello che riesco a sentire frammentato nel discorso.

Un sacco di volte mi sono detto che non sono affari miei. Ma ho paura che ci sia qualcosa di losco e alla fine decido di restare in piedi anche quella notte. Mia moglie è meglio tenerla all’oscuro, anche perché potrebbe essere solo una mia paranoia da pensionato. E poi è anche eccitante, considerando la vita noiosa degli ultimi anni, chiuso in casa senza lavoro e con i figli lontani.

Quella notte c’era una bella luna piena e mi appostai alla finestra della mia cucina, con un misto di ansia e trepidazione. Pensai che sicuramente sarebbe venuto qualcuno molto sul tardi. Invece prima di mezzanotte si vide un’ombra sul terrazzo. Poco dopo, sentii il sommesso cigolio della porta metallica del terrazzo e fui in grado di scorgere bene la figura del mio vicino, per nulla sorpreso di vedere un altro tizio che lo attendeva!

Restai allibito. Quindi si conoscevano! Ma perché nascondersi in quel modo? Rischiare di rompersi il collo scalando prima il muretto che ci separava, e poi salendo per il tubo metallico di scolo dell’acqua? I due parlarono a bassa voce, poi il mio vicino tolse dalla giacca un plico che diede al suo amico.

Mi accorsi, dalla luce lunare, che doveva essere un ragazzo, forse sui 20 anni, e quando si abbracciarono, pensai che fossero in buoni rapporti. Poi, il vicino lo fece entrare in casa e io vidi illuminarsi la finestra della lavanderia sul terrazzo. Dopo pochi minuti, si accese un’altra luce nella tromba delle scale, e poco dopo si spense pure quella, mentre la luce nella lavanderia restò accesa per un altro poco. Non c’era altro da osservare. Ancora sorpreso e confuso, attesi per un’oretta e poi quando si spense pure quella luce, tornai a letto.

L’indomani, ero sicuro che il ragazzo non c’era più nella lavanderia. Anche perché scorsi la moglie del mio vicino stendere i panni sul terrazzo, verso le 10.

Il mistero restò tale per un paio di mesi. Poi un giorno sentii delle grida: era la moglie che aveva trovato il ragazzo ancora dormiente sul terrazzo! Lei andò fuori di testa, perché, da quello che si sentiva, non lo voleva in casa. Intimò al marito che, se fosse tornato ancora, lo avrebbe sbattuto fuori di casa!

“Non voglio più vedere il figlio della tua ex in casa mia!!! Andasse a dormire al carcere, visto che ogni tanto lo frequenta…”

Mi dispiacque per lui. Un padre cerca sempre di proteggere il figlio, anche se è scapestrato! Quindi ecco svelato il mistero ed ecco che ora tutto si chiariva. Mia moglie fu sorpresa come me e mi intimò di farmi gli affari miei e di non fare parola con nessuno della questione.

Molto tempo dopo, venni a sapere che il figlio del mio vicino aveva sofferto di depressione e che aveva assunto droga. Poi era uscito dal carcere e si era ripulito. Il padre ogni tanto lo ospitava di nascosto, per aiutarlo nell’attesa che trovasse un lavoro stabile.

Da quel giorno, tuttavia, fui più comprensivo col mio vicino. Dietro quella maschera burbera c’era tanto dolore e a volte un mistero nasconde realtà ben più complesse.