Fotovoltaico e smaltimento dei pannelli solari

Fotovoltaico e smaltimento dei pannelli solari

di  Daniele  Mangia

 

La tecnologia del fotovoltaico negli ultimi anni si è raffinata, divenendo estremamente vantaggiosa per l’installazione su appartamenti ed aziende. Il costo dei pannelli si è ridotto tanto che un pannello di 500 W oggi può essere acquistato per meno di 90 euro. Inoltre, a parità di dimensione, rispetto al 2012, oggi si può avere quasi il doppio di potenza installabile!

Questo significa che per produrre 3 KW di corrente elettrica, bastano 12 metri quadri di spazio. Inoltre, ci si può staccare dal contatore ENEL, usando le nuove batterie a Litio che durano oltre 10 anni, e fatti i conti, ciò porta a un risparmio considerevole per una famiglia di media dimensione.

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Oggi i nuovi pannelli fotovoltaici hanno una durata di funzionalità che supera i 20 anni, per cui l’unica remora che può avere un proprietario di impianto ricade sulle problematiche di smaltimento. Facciamo quindi un po’ di chiarezza su questo punto.

Il riciclaggio dei pannelli solari è regolato da normative specifiche in Italia, principalmente dal Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014, che li classifica come Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). L’obiettivo è recuperare i materiali preziosi di cui sono composti (vetro, alluminio, silicio, rame, ecc.) e ridurre l’impatto ambientale.

Gestione e Costi

La responsabilità dello smaltimento e gli eventuali costi dipendono principalmente da due fattori: la data di installazione dell’impianto e la sua potenza.

  1. Impianti installati dopo il 12 aprile 2014:
    • Impianti domestici (< 10 kW): Lo smaltimento è completamente gratuito per il proprietario e a carico del produttore dei pannelli, che è obbligato a far parte di un consorzio di gestione dei RAEE.
    • Impianti professionali (≥ 10 kW): Anche in questo caso, la gestione è a carico del produttore. Tuttavia la normativa ha previsto, per gli impianti incentivati (come quelli in Conto Energia), una trattenuta da parte del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per costituire un fondo che copra i costi di smaltimento.
  2. Impianti installati prima del 12 aprile 2014:
    • Per questi impianti, lo smaltimento è generalmente a carico del proprietario.
    • I costi possono variare in base al peso e al tipo di pannello, con stime che indicano una spesa di circa 120 € al quintale, a cui si aggiungono le spese di trasporto e conferimento. Per gli impianti incentivati, il GSE trattiene una quota (di recente è stata aumentata, ad esempio, a 20€ per modulo per gli impianti in Conto Energia) per gestire il fine vita dei moduli. Questa somma viene restituita se lo smaltimento avviene correttamente.

In sintesi, per la maggior parte degli impianti moderni (post-2014), il proprietario non deve sostenere spese dirette per il riciclaggio dei pannelli, poiché il costo è già incluso nel prezzo di acquisto o gestito tramite i consorzi dei produttori.

Alla luce di quanto detto, se oggi per esempio si vuole costruire un impianto di 3 KW in una casa di campagna, il proprietario deve solo preoccuparsi che l’impianto segua le normative e gli standard di qualità vigenti, e in particolare si richiedono:

  • Certificazioni del prodotto:
  • Marchio CE: È il requisito fondamentale per poter vendere pannelli solari nel mercato europeo. Il Marchio attesta la conformità del prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza, salute e tutela dell’ambiente.
  • Certificazioni IEC (International Electrotechnical Commission): Le più importanti tra queste sono la IEC 61215 (per i pannelli in silicio cristallino) e la IEC 61646 (per i pannelli a film sottile), che attestano la robustezza e l’affidabilità dei moduli in condizioni ambientali standard. La IEC 61730 garantisce la sicurezza elettrica. Altre certificazioni specifiche (ad es. IEC 61701 per la resistenza alla nebbia salina o IEC 62716 per la resistenza all’ammoniaca) sono importanti a seconda del luogo di installazione.

      2) Qualità dell’installazione:

  • L’installazione dei pannelli solari deve essere eseguita da professionisti qualificati e certificati. In Italia spesso è richiesto che l’installatore abbia la qualifica FER (Fonti di Energia Rinnovabile).
  • È essenziale che l’installatore rilasci la Dichiarazione di Conformità dell’impianto, che attesta che l’installazione è stata eseguita a regola d’arte e in conformità alle norme di sicurezza.

    3)  Garanzie e supporto post-vendita:

  • Questi documenti verificano le garanzie offerte sia dal produttore dei pannelli (garanzia sul prodotto e sulla performance) sia dall’installatore (garanzia sull’installazione).

Un impianto fotovoltaico è utile all’ambiente e non meno alle tasche del proprietario. In futuro, tutto verterà sulla costruzione di edifici ecologici e autosufficienti in conformità ai nuovi prodotti e sistemi disponibili. La svolta green è un processo ormai inarrestabile e in futuro si prevede che l’energia sarà in prevalenza a diretta gestione dei proprietari di casa. Sicuramente non c’è più motivo per evitare di fare la nostra parte e ridisegnare per i nostri figli un mondo più sano e pulito.