Macàri e macarie a Soleto e Galatina

Macàri e macarie a Soleto e Galatina

Macàri e macarìe tra Soleto e Galatina nel primo Seicento Di Luigi Manni                                           Da sempre i soletani hanno avuto fama di essere macàri, ossia maghi, stregoni, indovini, fattucchieri, e Soleto, da sempre, è stata considerata la terra delle pratiche magiche, delle arti divinatorie e delle pratiche occulte. Nomea alimentata dal personaggio chiave, il mago e astrologo Matteo Tafuri (1492-1584) di Soleto, anche se già nel 1442, mezzo secolo prima che lui nascesse, in Terra d’Otranto pullulavano gli eretici e i sortileghi. Questo primato “magico” di Soleto è segnalato in una escussione testimoniale del 1620, dalla quale si evince che le macarìe (magie) e le fattucchiarìe (fatture) se sogliano fare […]

Tra fascino e mistero

Tra fascino e mistero

Tra Mistero e Fascino di Gianfranco Conese Qualcosa di inquietante invade il visitatore che valica la porta di questa piccola cappella settecentesca dedicata a San Paolo. Ubicata nelle vicinanze della grande piazza San Pietro, dove troneggia soprattutto la maestosa chiesa Madre dedicata ai protettori di Galatina San Pietro e appunto San Paolo. Per questa cappella non ci passò mai il diavolo, ma diavolesse si. Ogni  galatinese che viaggia sui sessant’anni ha in mente un giorno fatidico: il 29 giugno,  la grande festa patronale dedicata ai  SS. Pietro e Paolo. Oltre le luminare, la banda, le bancarelle, c’era qualcosa di oscuro che eccitava la folla che fin dall’alba si raccoglieva intorno […]

Porta Santa Caterina

Porta Santa Caterina

Porta Santa Caterina La memoria dei galatinesi  di Salvatore Beccarisi La Storia è memoria. Siamo nell’anno del Signore 1896. A Galatina, come d’altronde in tutto il Mezzogiorno d’Italia, la mancanza di lavoro si fa assillante. L’Unità d’Italia è stata compiuta. Bisogna urbanizzare, creare occasioni di lavoro. A Galatina, la Lega dei Muratori rivendica il diritto all’occupazione. È fiorente l’artigianato per la lavorazione delle pelli. Oltre cento sono i conciatori. In merito si veda il Catasto Onciario. Nasce inoltre la scuola di Arti e Mestieri, che privilegia in modo particolare il ferro battuto, il legno, la pietra. Ma sono strutture che non bastano. Bisogna creare le infrastrutture. Galatina è luogo dove […]

Pasquale Cafaro

Pasquale Cafaro Una prestigiosa carriera alla corte di Re Ferdinando delle due Sicilie di Rosanna Verter Per poter acquistar nome in un più vasto spazio, che non era il suol natio molti giovani del sud dovevano recarsi in uno dei Conservatori di Napoli, capitale del Regno delle due Sicilie, per studiare musica o per completare gli studi. Perché San Pietro in Galatina varcasse i confini del Regno, ci pensò la musica di Pasquale Cafaro, il cui nome viaggia tra i personaggi più eminenti del Settecento, quali ad esempio: Giuseppe Mercadante, Giovanni Paisiello, Niccolò Piccinni e Leonardo Leo, che fu anche suo maestro. Inoltre il Cafaro si colloca a pari livello […]

Galatina – Monumento ai Caduti

Monumento ai Caduti della Grande Guerra di Rosanna Verter Galatina, ore 18.30 del 2 luglio 1928: S.E. Giovanni Maria Formica, nuovo Prefetto Fascista di Lecce, insieme all’On. Achille Starace, al Segretario Federale Cav. Aldo Palmentola e alla presenza del Podestà Domenico Galluccio, inaugura il Monumento ai Caduti della Grande Guerra. Accanto al monumento è stata eretta la tribuna e, in un recinto, sistemate le sedie per i molti ospiti. Ci sono circa 10.000 persone in quel caldo pomeriggio d’estate in Piazza Alighieri, giunte dopo un lungo corteo per le vie cittadine. Sfilano inquadrati, con passo marziale e disciplinati i Balilla e le Piccole Italiane; i Marinaretti e gli Avanguardisti di […]

Le camicie nere a Galatina

GLI SQUADRISTI A GALATINA DURANTE IL VENTENNIO FASCISTA Erano noti come gli squadristi di don Vito di Carlo Caggia[1] Quando nel 1967, sollecitato da Tommaso Fiore, pubblicai il mio primo libretto di storiografia politico-sociale – allora completamente estraneo alla tradizione salentina – (“Carlo Mauro, pioniere del socialismo salentino”), venendo a trattare degli albori del fascismo a Galatina, così mi esprimevo: “Galatina non era, non fu e non sarà mai fascista (…). I fascisti furono e rimasero sempre una sparuta minoranza. Solo quando Vito Vallone, fratello di Antonio, aderì al fascismo, subito dopo la marcia su Roma, Galatina fu “fascista”. Tolta però quella minoranza di cui si è detto e che […]

Il cap. poeta

FEDELE SALACINO DE PRINCIBBIU FINCA ‘LL’URTIMU di Piero Vinsper   Per far quadrare il cerchio circa l’opera di Fedele Salacino, alias Cino de Portaluce, mancava  la conoscenza della sua prima pubblicazione. Ed eccola qua: trattasi di un libricino dalla copertina giallognola, contenente trenta sonetti, dal titolo De princibbiu finca ‘ll’urtimu, stampato per i tipi della tipografia Vergine di Galatina. Sono sonetti di contenuto amoroso, che tracciano giorno per giorno l’evolversi del corteggiamento dell’innamorato verso la donna amata. Non si può stabilire l’anno della pubblicazione, perché non è riportato sul libretto. Però è certo che è avvenuta post nuptias con la tabella Giulia, come si evince dalla dedica dell’opera: A Ciccillo, […]

Le chiese del Salento

I “ricami” in pietra di San Biagio L’antico complesso monasteriale olivetano di Santa Caterina Novella di Massimo Negro La storia della Chiesa di San Biagio è sin dall’avvio della sua costruzione nel 1507 una storia  carat- terizzata da difficoltà economiche, lotte intestine al clero e, in particolare a partire dall’800, una storia di privazioni e di spoliazioni. La Chiesa di San Biagio attraversa la storia come testimone e purtroppo vittima delle tensioni interne alla Chiesa e soprattutto vittima dello scontro tra il potere degli Imperi, degli Stati e la Chiesa Cattolica. L’attuale Chiesa e i locali attigui sono quello che resta di un comples- so maestoso e imponente costruito dai […]

Fedele Salacino

Un richiamato dell’89 Cap. Fedele Salacino   Nel dicembre del 2007 Giovanni Montinari, pronipote del Salacino, stampa un libretto, fuori commercio, riproducente il Diario o, per meglio dire, quello che resta del Diario, per farlo leggere al padre Angelo, nipote del Nostro, che venerava molto suo zio e al quale lo legava un profondo affetto e un grandissimo amore. Il Diario gli era stato donato da Edda, sua cugina. È doveroso premettere che il capitano Fedele Salacino è richiamato sotto le armi durante la guerra in Africa Orientale. Dopo varie peripezie, come si evince dal Diario, nel 1940 da Napoli si reca a Bari e s’imbarca sul piroscafo Olimpia alla […]

Vae victis

Uno storico incontro di calcio di quasi settant’anni ITALIA-POLONIA 3-0 Rimane ancora vivo nel ricordo dei più anziani la partita disputata a Piazza Fortunato Cesari tra militari italiani e polacchi, che si concluse tragicamente per uno dei nostri calciatori di Mauro de Sica È trascorso ormai tanto tempo da quella storica partita di calcio disputata a Galatina sul campo di Piazza Fortunato Cesari, al centro del paese. Allora non esisteva lo “Stadio dei Diecimila” di Via Soleto, per cui le partite di pallone si giocavano sul grande spiazzo antistante all’edificio scolastico. Le dimensioni del terreno di gioco non erano molto grandi ma neanche tanto piccole: diciamo che quella piazza era […]

Fedele Albanese

FEDELE ALBANESE di Rosanna Verter 12 marzo 1882: i redattori de IL MONITORE odono un colpo di pistola, si precipitano nell’ufficio del direttore Fedele Albanese: è seduto sul divano, la testa reclinata sulla spalla, un mazzolino di viole all’occhiello del cappotto; a terra il suo sigaro ancora acceso e la mano destra che impugna la pistola con la quale si è sparato un colpo alla tempia destra. Muore così, a soli 37 anni, il nostro concittadino, giornalista eccezionale e garibaldino coraggioso. Muore anche il suo sogno: un giornale tutto suo che dopo appena quattro mesi, senza gli aiuti economici promessi, non è in grado di sopravvivere e cessa quindi le […]

Lu ditteriu

Saggezza contadina LU DITTERIU Il tempo, i mesi e le stagioni di Piero Vinsper L’agricoltura è stata sempre la forza trainante del nostro Salento. Si coltivavano l’ulivo, la vite, gli agrumi, gli ortaggi, il cotone, il tabacco, i cereali e via discorrendo. Qualsiasi tipo di coltura si adattava bene a questa terra, dotata di un clima abbastanza mite. Si esportava l’olio, il vino, la patata galatina, la cicoria galatina, il pomodoro galatina. Ogni pezzetto di terreno era coltivato e sfruttato dai nostri contadini; non vedevi, come puoi vedere tutt’oggi, vaste aree incolte e masserie dirute. Ogni zolla era dissodata anche tra i sassi, con il sudore dei contadini che scorreva […]