Lapide a Gioacchino Toma

Lapide a Gioacchino Toma

La lapide a Toma di Rosanna Verter In Piazzetta, R. Orsini, proprio di fronte alla Basilica Pontificia di S. Caterina d’Alessandria c’è un elegante palazzetto in stile semplice e lineare, sul quale è murata una lapide con la quale città volle, con un commovente tributo al pittore del dolore,  tramandare ai posteri, [scrivendo così la parola fine ad una lunga dimenticanza], il ricordo di chi era rimasto, e voglio crederci, non solo pugliese, ma anche e soprattutto Galatinese: Gioacchino Toma. Gaetano Martinez, altro figlio illustre di Galatina, seguiva il genius loci; egli  fu sempre legato a  quella perla d’uomo… a quel semplice e chiaro e mesto e pensoso pittore, tanto […]

Galatina e il Cavallino Bianco

Galatina e il Cavallino Bianco

Il progetto fu ideato dall’ing. Armando Stasi IL “CAVALLINO BIANCO” il teatro dei veglioni e degli spettacoli La struttura fu inaugurata il 3 febbraio 1949 alla presenza dell’impresario Antonio De Gioia, del sindaco Carmine D’Amico, delle autorità pugliesi e di un folto pubblico di Giorgio Lo Bue Il Teatro Cavallino Bianco fu ideato nel febbraio 1947 dopo una meravigliosa e indimenticabile serata danzante. I soci Carlo Guido e Attilio Distante, incoraggiati dal successo, decisero di costruire, insieme ad altre persone facoltose, l’attuale Cavallino Bianco con una spesa preventiva di 110 milioni di lire, che, all’epoca, era considerata un’enorme somma di denaro. La grande e vera inaugurazione avvenne soltanto due anni […]

Storielle Galatinesi

Storielle Galatinesi

Storielle galatinesi 1-“Era ‘na fiata ‘na mùscia ‘nchiata, se bbinchiau de simulata, se bbinchiau de simulone… Oh cce bbeddhru ‘stu vagnone!”. “C’era una volta una gatta grassa, si saziò di semolata, si saziò di ‘semolone’… Oh, quanto è bello questo ‘vagnone’! (bambino)”.                                                                                       Erano le mamme d’un tempo che, mettendo il figlioletto sulle loro ginocchia e prendendolo per le manine, lo dondolavano in modo che non piangesse, ripetendogli più volte questa bella ninna nanna. 2-“Bbona sera, signurina rundella!”. “Buona sera, signorina rondella!”. Ai nostri tempi, quando nel gioco del ramino o della scala 40, il giocatore pescava un jolly, alcune volte si lasciava andare a questo detto, forse perché sino a […]

GALATINA – Storia della pasticceria (Sesta Parte)

GALATINA – Storia della pasticceria (Sesta Parte)

Il fiorente artigianato dolciario a Galatina negli anni ’70 continua a offrire un’occasione d’oro per la formazione professionale grazie, come già detto, alla disponibilità del maestro Rafelino Bello ad insegnare e a dare impulso alle nascenti attività commerciali del settore. Intorno al 1970 viene aperto un bar annesso all’Ospedale “Santa Caterina Novella”. Molti anziani pasticcieri lo ricordano come il ‘bar dell’Americano’, così chiamato in quanto era gestito dall’italo-americano Frenchie (Franco) Serra. La moglie di quest’ultimo, Maria Luce (‘Lucetta’) Cito, essendone la proprietaria volle creare anche un laboratorio artigianale di pasticceria presso cui, come già avvenne per il Bar delle Rose, l’American Bar e il Bar Eden, intorno al 1971 lavoreranno […]

Macàri e macarie a Soleto e Galatina

Macàri e macarie a Soleto e Galatina

Macàri e macarìe tra Soleto e Galatina nel primo Seicento Di Luigi Manni                                           Da sempre i soletani hanno avuto fama di essere macàri, ossia maghi, stregoni, indovini, fattucchieri, e Soleto, da sempre, è stata considerata la terra delle pratiche magiche, delle arti divinatorie e delle pratiche occulte. Nomea alimentata dal personaggio chiave, il mago e astrologo Matteo Tafuri (1492-1584) di Soleto, anche se già nel 1442, mezzo secolo prima che lui nascesse, in Terra d’Otranto pullulavano gli eretici e i sortileghi. Questo primato “magico” di Soleto è segnalato in una escussione testimoniale del 1620, dalla quale si evince che le macarìe (magie) e le fattucchiarìe (fatture) se sogliano fare […]

Tra fascino e mistero

Tra fascino e mistero

Tra Mistero e Fascino di Gianfranco Conese Qualcosa di inquietante invade il visitatore che valica la porta di questa piccola cappella settecentesca dedicata a San Paolo. Ubicata nelle vicinanze della grande piazza San Pietro, dove troneggia soprattutto la maestosa chiesa Madre dedicata ai protettori di Galatina San Pietro e appunto San Paolo. Per questa cappella non ci passò mai il diavolo, ma diavolesse si. Ogni  galatinese che viaggia sui sessant’anni ha in mente un giorno fatidico: il 29 giugno,  la grande festa patronale dedicata ai  SS. Pietro e Paolo. Oltre le luminare, la banda, le bancarelle, c’era qualcosa di oscuro che eccitava la folla che fin dall’alba si raccoglieva intorno […]

Porta Santa Caterina

Porta Santa Caterina

Porta Santa Caterina La memoria dei galatinesi  di Salvatore Beccarisi La Storia è memoria. Siamo nell’anno del Signore 1896. A Galatina, come d’altronde in tutto il Mezzogiorno d’Italia, la mancanza di lavoro si fa assillante. L’Unità d’Italia è stata compiuta. Bisogna urbanizzare, creare occasioni di lavoro. A Galatina, la Lega dei Muratori rivendica il diritto all’occupazione. È fiorente l’artigianato per la lavorazione delle pelli. Oltre cento sono i conciatori. In merito si veda il Catasto Onciario. Nasce inoltre la scuola di Arti e Mestieri, che privilegia in modo particolare il ferro battuto, il legno, la pietra. Ma sono strutture che non bastano. Bisogna creare le infrastrutture. Galatina è luogo dove […]

Pasquale Cafaro

Pasquale Cafaro Una prestigiosa carriera alla corte di Re Ferdinando delle due Sicilie di Rosanna Verter Per poter acquistar nome in un più vasto spazio, che non era il suol natio molti giovani del sud dovevano recarsi in uno dei Conservatori di Napoli, capitale del Regno delle due Sicilie, per studiare musica o per completare gli studi. Perché San Pietro in Galatina varcasse i confini del Regno, ci pensò la musica di Pasquale Cafaro, il cui nome viaggia tra i personaggi più eminenti del Settecento, quali ad esempio: Giuseppe Mercadante, Giovanni Paisiello, Niccolò Piccinni e Leonardo Leo, che fu anche suo maestro. Inoltre il Cafaro si colloca a pari livello […]

Galatina – Monumento ai Caduti

Monumento ai Caduti della Grande Guerra di Rosanna Verter Galatina, ore 18.30 del 2 luglio 1928: S.E. Giovanni Maria Formica, nuovo Prefetto Fascista di Lecce, insieme all’On. Achille Starace, al Segretario Federale Cav. Aldo Palmentola e alla presenza del Podestà Domenico Galluccio, inaugura il Monumento ai Caduti della Grande Guerra. Accanto al monumento è stata eretta la tribuna e, in un recinto, sistemate le sedie per i molti ospiti. Ci sono circa 10.000 persone in quel caldo pomeriggio d’estate in Piazza Alighieri, giunte dopo un lungo corteo per le vie cittadine. Sfilano inquadrati, con passo marziale e disciplinati i Balilla e le Piccole Italiane; i Marinaretti e gli Avanguardisti di […]

Le camicie nere a Galatina

GLI SQUADRISTI A GALATINA DURANTE IL VENTENNIO FASCISTA Erano noti come gli squadristi di don Vito di Carlo Caggia[1] Quando nel 1967, sollecitato da Tommaso Fiore, pubblicai il mio primo libretto di storiografia politico-sociale – allora completamente estraneo alla tradizione salentina – (“Carlo Mauro, pioniere del socialismo salentino”), venendo a trattare degli albori del fascismo a Galatina, così mi esprimevo: “Galatina non era, non fu e non sarà mai fascista (…). I fascisti furono e rimasero sempre una sparuta minoranza. Solo quando Vito Vallone, fratello di Antonio, aderì al fascismo, subito dopo la marcia su Roma, Galatina fu “fascista”. Tolta però quella minoranza di cui si è detto e che […]

Il cap. poeta

FEDELE SALACINO DE PRINCIBBIU FINCA ‘LL’URTIMU di Piero Vinsper   Per far quadrare il cerchio circa l’opera di Fedele Salacino, alias Cino de Portaluce, mancava  la conoscenza della sua prima pubblicazione. Ed eccola qua: trattasi di un libricino dalla copertina giallognola, contenente trenta sonetti, dal titolo De princibbiu finca ‘ll’urtimu, stampato per i tipi della tipografia Vergine di Galatina. Sono sonetti di contenuto amoroso, che tracciano giorno per giorno l’evolversi del corteggiamento dell’innamorato verso la donna amata. Non si può stabilire l’anno della pubblicazione, perché non è riportato sul libretto. Però è certo che è avvenuta post nuptias con la tabella Giulia, come si evince dalla dedica dell’opera: A Ciccillo, […]

Le chiese del Salento

I “ricami” in pietra di San Biagio L’antico complesso monasteriale olivetano di Santa Caterina Novella di Massimo Negro La storia della Chiesa di San Biagio è sin dall’avvio della sua costruzione nel 1507 una storia  carat- terizzata da difficoltà economiche, lotte intestine al clero e, in particolare a partire dall’800, una storia di privazioni e di spoliazioni. La Chiesa di San Biagio attraversa la storia come testimone e purtroppo vittima delle tensioni interne alla Chiesa e soprattutto vittima dello scontro tra il potere degli Imperi, degli Stati e la Chiesa Cattolica. L’attuale Chiesa e i locali attigui sono quello che resta di un comples- so maestoso e imponente costruito dai […]