Storia della pasticceria a Galatina (3^ parte)

Storia della pasticceria a Galatina (3^ parte)

«Tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso», mi disse poco tempo fa un ex fornitore di materie prime alimentari per pasticcerie, originario di Ortelle, «Galatina era considerata la ‘capitale’ della pasticceria salentina». Non si tratta, in realtà, di un’opinione isolata e senz’altro non è nemmeno infondata. All’epoca, infatti, l’arte pasticciera galatinese, oltre ad aver raggiunto un alto livello di qualità e una notevole varietà di prodotti, aveva perfino influenzato la produzione artigianale di Lecce e di diversi paesi della provincia grazie soprattutto al contributo lavorativo e agli insegnamenti di alcuni grandi maestri pasticcieri in verità non tutti originari di Galatina, ma che vi avevano operato per molti anni. […]

Gioacchino Toma

Gioacchino Toma, indagine a cavallo di due secoli – da Sofia Stevens alla Scuola Salentina – Descrivere la figura di Gioacchino Toma è un compito decisamente complesso e, come spesso avviene in questi casi, non si può farlo scindendo dall’artista l’uomo. Così com’è necessario comprendere la situazione storica in cui Toma si inserisce, è altresì utile capire quale uso fare delle numerose fonti bibliografiche disponibili. A tal proposito è essenziale, ai fini di una migliore analisi dei testi che a esso fanno riferimento, scrollarsi di dosso il pesante fardello del suo autobiografico “Ricordi di un orfano” relegandolo al ruolo primigenio, che lo stesso autore gli conferì, una raccolta di aneddoti […]

Democrazia

    Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e tutto questo perché applichiamo la democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno […]

Fenestrelle

Fenestrelle

Da giovani studenti siamo stati “martellati e infarciti” sino alla nausea delle gesta di Giuseppe Garibaldi, dell’acume politico di Camillo Benso, dell’ideale repubblicano di Giuseppe Mazzini, delle pene fisiche e psichiche patite in prigione da Silvio Pellico, Federico Confalonieri, Ciro Menotti e Pietro Maroncelli, degli atti eroici dei Fratelli Bandiera, di Carlo Pisacane e dei Martiri di Belfiore, ma mai nessuno che ci abbia minimamente riferito qualche notizia sui personaggi storici del Risorgimento meridionale e, soprattutto, delle decine di migliaia di italiani del Sud che persero la vita in difesa della loro patria. So bene che la storia viene scritta dai vincitori, mentre i vinti la subiscono, ma in questo […]

La strage di Bronte

La strage di Bronte

Premessa Ogni cosa ebbe inizio da un ambiguo e tendenzioso decreto di Giuseppe Garibaldi, diffuso all’indomani della presa di Palermo, con il quale si prometteva ai contadini l’assegnazione di terre del demanio pubblico e i diritti fondamentali ad una vita dignitosa, in cambio del loro aiuto nella cacciata del Borbone dall’isola. Finalmente i cafoni, dopo diversi secoli di sottomissione ai nobili latifondisti, cominciavano ad assaporare il tanto desiderato riscatto sociale. Si trattava, però, di un proclama a doppio gioco, nel senso che i contadini si sarebbero dovuti schierare immediatamente dalla parte di Garibaldi, sperando di ricevere nell’immediato futuro il gratificante premio della ‘terra promessa’. L’accorato appello di don Peppino fu […]

Auletta

Auletta

Un’altra inaudita barbarie commessa dai Savoia nel 1861 La strage di Auletta di Salvatore Cesari Il 28 luglio 1861, una nutrita colonna di ex-soldati borbonici e di legittimisti fedeli al deposto re Francesco II, entrò in Auletta, un piccolo paese in provincia di Salerno, si sbarazzò della modesta guarnigione piemontese e prese possesso della città tra i canti e il giubilo dell’intera popolazione. I pochi liberali, tra cui alcuni notabili, fecero appena in tempo per sottrarsi ai rivoltosi, raggiungere il vicino paese di Pertosa e riferire sull’accaduto. Intanto ad Auletta vennero rimossi dal palazzo municipale i ritratti di Vittorio Emanuele II e Garibaldi, che furono portati nella vicina piazza e dati alle fiamme. Al posto del tricolore, lacerato […]