LU PANE

Nutrimento basilare delle famiglie d’un tempo LU PANE FARE IL PANE IN CASA ERA UN LUSSO CHE SOLO LE FAMIGLIE MENO MISEREVOLI E PIU’ ABBIENTI POTEVANO PERMETTERSI di Piero Visper All’occhio di chi è vissuto, sin da bambino, in un punto nevralgico della Galatina antica, in una casa che dava e dà tuttora in una αγορά, e dal balcone della quale, affacciandoti, potevi assistere, quotidianamente, alla rappresentazione della commedia della vita, non poteva sfuggire il continuo via vai di garzoni con, sull’omero, a bilico, delle lunghe tavole ricolme di pani e coperte di panni bianchi di bucato. Ognuno di essi aveva una meta ben precisa: a nord ‘u furnu (φούρνο, […]

Orfanotrofi di Galatina

Breve storia del Conservatorio Femminile di Galatina LA CONGREGAZIONE DI CARITÀ PRESIEDUTA DA ORAZIO CONGEDO  di Pietro Congedo  Dopo la proclamazione del Regno d’Italia, avvenuta il 17 marzo 1861, si procedette alla riorganiz-zazione con criteri a carattere nazionale unitario della Beneficenza e, quindi, con la soppressione degli organismi che in passato avevano amministrato le Opere Pie negli ex Stati italiani. A tal proposito il 3 agosto 1862 fu promulgata da re Vittorio Emanuele II la cosiddetta “legge sull’am- ministrazione delle Opere Pie”. Per quanto riguarda la pratica della Beneficenza nelle Province dell’ex Regno delle Due Sicilie il Governo sabaudo era già intervenuto per limitare l’ingerenza del Clero nell’amministrazione delle Opere […]

Le orfanelle a Galatina

LOCALI E REGOLAMENTI DELL’ORFANOTROFIO NELLA PRIMA METÀ DEL XIX SECOLO di Pietro Congedo Nell’Archivio dell’Ospedale S. Caterina Novella di Galatina (A.O.G.) è conservato un “Regolamento di disciplina dell’Orfanotrofio”, il quale, nonostante non sia né datato, né firmato, può essere ritenuto autentico e riferibile ai primi anni di attività dell’Istituto. Quanto si evince da detto documento è qui di seguito riportato. Responsabile dell’educazione e della disciplina dello “Stabilimento” (sic) era la “Maestra”, la quale, in caso di assenza o impedimento, era sostituita dalla “Vicaria”. Quest’ultima doveva correggere e punire le irregolarità commesse dalle “Recluse” (sic) in sua assenza, purché non fosse presente anche la Maestra. L’incarico alle predette veniva conferito dal […]

La chiesetta scomparsa

La chiesetta scomparsa di Adriano Margiotta Immaginare la Galatina medievale ci costringe ad uno sforzo rivolto ad eliminare tutto ciò che ce la presenta com’è oggi, con i suoi edifici cinquecenteschi, le chiese e i palazzi che l’hanno abbellita fino agli inizi del ‘900 senza dimenticare quello che è sicuramente il gioiello, la basilica di Santa Caterina d’Alessandria, apice di quel cambiamento dal rito greco al rito latino, che ha conseguentemente oscurato altri e più antichi luoghi di culto del territorio galatinese. Basti pensare che la visita pastorale del 1538 menzionava oltre 60 chiese nel territorio (S.Pietro – chiesa matrice, S.Anna, S.Bartolomeo, S.Stefano, S.Maria della Misericordia, S.Maria dell’Annunziata, S.Giorgio, S.Angelo, […]

Pijàtile!

PIJÀTILE! di Pippi Onesimo Accostati alli stàntari della vetrata d’ingresso e con un piede poggiato su llu pazzulu che delimita il limbatale dal pianerottolo della scala, i due uscieri de lu Circulu de li Signori chiacchieravano fra di loro, mentre erano particolarmente attenti a seguire con lo sguardo le Signurine in passerella. Al momento erano libberi de servizzie; infatti lu Ucciu, col suo immancabile muzzone de sicaretta fra le labbra, fletteva con i pollici di entrambe le mani accostati alla pancia gli elastici delle sue variopinte bretelle, mentre ‘u Cici, l’inseparabile collega, rimaneva in pensieroso silenzio. Poi, con diplomatica aria distratta, abbozzavano un fugace sorrisetto compiaciuto ed eloquente, mentre scambiavano […]

La spaccata

LA SPACCATA di Pippi Onesimo La sceneggiata de le Signurine coinvolte nel rituale della quindicina della Rusetta si svolgeva con partenza da Piazza San Pietro, dal lato del Castello, e si sviluppava con studiata lentezza, costeggiando tutto il sagrato della Chiesa Madre. Pare che il Parroco, ostando alle male lingue che trasmettevano da “Radio Fante“, avesse più volte tentato di far cambiare piazza e abitudini. Ma invano! Ingoiò amaro per alcuni anni; ma alla fine (cu llu tiempu e cu lla paja se mmatùranu le nèspule) riuscì a realizzare la sua piccola, silenziosa, sottile rivincita. Con l’aiuto della politica e… della Democrazia Cristiana, in particolare, ottenne il clamoroso (per quei […]

La quindicina

LA QUINDICINA di Pippi Onesimo Il sig. Cherondula aveva appena chiuso il telefono e, visibilmente soddisfatto, abbandonava la scena, mentre una risata generale e un fragoroso battimani lo accompagnavano in segno di appagato compiacimento. Lui, però, incurante, serio e impettito, quasi indifferente, schivo come un attore esperto, reduce da tante battaglie affrontate su immaginari palcoscenici incantati, imboccava via Orfanotrofio. Questa stradina, breve e sottile comu nu vermecòculu, annaspa a doppia ansa, schiacciata dall’imponenza del palazzo signorile dei “Vallone“ e dall’arroganza del palazzo Stasi, i quali con malcelata prepotenza sembrano toglierle il respiro. Poi, dopo pochi passi, quasi schizzando via con un balzo liberatorio, si dissolve su Piazzetta Arcudi. Qui, lu […]

E’ qui il piacere?

PIAZZA VECCHIA 12 E’  QUI IL PIACERE! di  Rosanna Verter   “Ti rimando dove t’ho preso, Filumena!” “L’hann’ chius, Dummi’!” Risponde così Filomena Marturano, ex prostituta, a Domenico Soriano, ricco pasticciere suo marito, quando egli la minaccia di riportarla nei bordelli. È vero, sono stati chiusi. Chiusi il 20 Settembre del 1958, quando grazie alla legge Merlin viene scritta la parola fine ad una delle più umilianti istituzioni che vivevano grazie alla protezione dello Stato: le case chiuse, o altrimenti dette bordelli, casini, postriboli, case di meretricio, case di tolleranza. Luoghi di violenza e di depravazione che malgrado ciò hanno ispirato la narrativa di Guy de Maupassant “Boule de suif”, […]

Tesori salentini

Realizzata da Raimondello Orsini del Balzo e terminata dalla moglie Maria D’Enghien La Basilica di Santa Caterina in Galatina Opera d’arte di notevole spessore ignorata dai libri di storia dell’arte e dalla stessa Chiesa  di Augusto Benemeglio Damnatio memoriae Raimondello Orsini Del Balzo è stata una delle figure più importanti nella storia del Mezzogiorno tra il XIV e il XV secolo, ma di lui non c’è traccia nell’archivio del Regno di Napoli (sono scomparsi tutti gli atti della sua amministrazione non solo come feudatario della contea di Soleto, che aveva occupato militarmente, ma anche come Principe di Taranto), probabilmente perché cancellate ad arte, una sorta di damnatio memoriae ordinata dal […]

La memoria dei galatinesi

Porta Santa Caterina La memoria dei galatinesi di Salvatore Beccarisi La Storia è memoria. Siamo nell’anno del Signore 1896. A Galatina, come d’altronde in tutto il Mezzogiorno d’Italia, la mancanza di lavoro si fa assillante. L’Unità d’Italia è stata compiuta. Bisogna urbanizzare, creare occasioni di lavoro. A Galatina, la Lega dei Muratori rivendica il diritto all’occupazione. È fiorente l’artigianato per la lavorazione delle pelli. Oltre cento sono i conciatori. In merito si veda il Catasto Onciario. Nasce inoltre la scuola di Arti e Mestieri, che privilegia in modo particolare il ferro battuto, il legno, la pietra. Ma sono strutture che non bastano. Bisogna creare le infrastrutture. Galatina è luogo dove […]

Monumento ai Caduti

Inaugurato a Galatina dal Prefetto di Lecce e dall’on. Achille Starace Monumento ai Caduti della Grande Guerra di Rosanna Verter Galatina, ore 18.30 del 2 luglio 1928: S.E. Giovanni Maria Formica, nuovo Prefetto Fascista di Lecce, insieme all’On. Achille Starace, al Segretario Federale Cav. Aldo Palmentola e alla presenza del Podestà Domenico Galluccio, inaugura il Monumento ai Caduti della Grande Guerra. Accanto al monumento è stata eretta la tribuna e, in un recinto, sistemate le sedie per i molti ospiti. Ci sono circa 10.000 persone in quel caldo pomeriggio d’estate in Piazza Alighieri, giunte dopo un lungo corteo per le vie cittadine. Sfilano inquadrati, con passo marziale e disciplinati i […]

Lu police e lu zinzale

Animali nella letteratura popolare Lu pòlice e lu zzinzale Insetti simpatici ma fastidiosissimi di Piero Vinsper Se si volesse fare una carrellata nel tempo e vedere quanti poeti si siano interessati, nelle loro liriche, di animali, il discorso andrebbe per le lunghe. Dalla letteratura greca e latina alla letteratura moderna e contemporanea, da Esopo a Fedro, da Gualtiero Anglico a La Fontaine, da Trilussa ad Anouihl, da Esiodo a Pascoli, abbiamo tantissimi esempi. E poi che dire degli anilia, le aniles fabulae, i racconti della nonna? Gli animali la fanno da padroni nelle favole. Quintiliano stesso nelle sue Oratoriae Institutiones ( I, 9, 2) spiegava : “ Ecco allora le […]