Il fantastico mondo dei Lauri

Il fantastico mondo dei Lauri

Tramandata nei secoli attraverso racconti fantastici, la leggenda dei Lauri si era radicata facilmente nella coscienza della gente, finendo con l’entrare nella storia d’ogni giorno di Rino Duna   Gli antichi romani li chiamavano con il nome di Lares (Lari) ed erano distinti in Lares domestici e Lares publici (meglio identificati con i Mani ed i Penati). Sia gli uni che gli altri, a differenza dei nostri Lauri, erano energie positive e buone, spiriti munifici, chiamati perlopiù a difendere la casa o la città da eventi disastrosi, come guerre e pestilenze, oppure per allontanare le anime inquiete e malvagie (Larvae[1]) di persone morte in circostanze misteriose o che non avevano […]

C’era una volta la concia

C’era una volta la concia

La concia delle pelli è una delle più antiche attività praticate dall’uomo sin dall’età paleolitica. Una prima rudimentale concia consisteva nello spalmare la pelle scuoiata con i grassi dello stesso animale (cervello e midollo osseo), mettendole ad essiccare al sole. Il grasso, sciogliendosi, penetrava nei pori della pelle rendendola più morbida e imputrescibile. Altri sistemi erano quelli dell’utilizzo dei fumi resinosi, dell’allume e del tannino. A Galatina, tale attività, risale ai tempi più remoti, anche se le prime notizie le troviamo nel 1400. Le informazioni si ampliano verso la fine del Settecento con la presenza di 120 commercianti di pelli[1] che oltre a partecipare al mercato del giovedì e alle […]

Salvatore Todaro – Capitano di corvetta

Salvatore Todaro – Capitano di corvetta

Salvatore Todaro Dopo aver letto il toccante articolo “Il Capitano” del prof. Andrea Tarantino, pubblicato sulla rivista “il filo di Aracne”, ho sentito la necessità di rievocare la storia del Capitano di Corvetta Salvatore Todaro. Il nome ai più non dirà niente, ma per chi come me ha passato gran parte della sua vita in Marina, quella di Salvatore Todaro, è un figura mitica sia per il suo grande  coraggio, ma soprattutto per l’umanità profonda che è insita nell’animo di ogni marinaio. Salvatore Todaro è senza dubbio uno dei più sconcertanti personaggi della seconda guerra mondiale, denominato dagli amici e dai nemici “Il corsaro gentiluomo”. Entrato come Allievo nell’Accademia Navale […]

Il sale

Il sale

Da sempre è considerato il simbolo della saggezza di Emilio Rubino Conosciuto in tutto il mondo e in tutte le epoche per i suoi molteplici usi, soprattutto gastronomici, il sale, metaforicamente parlando, indica intuito, intelligenza, sapienza, tant’è vero che i toscani, con la parola “sciocco”, si riferiscono sia ad un cibo insipido sia ad una persona scarsa di senno. Nel nostro Salento chi difetta di tali requisiti si dice che “nu’ ttene sale ‘n capu”. Lo stesso Gesù (Matteo 5:13), rivolgendosi ai suoi discepoli, asseriva: ”Voi siete il sale della terra”; ed ancora (Marco 9:50) sempre ai medesimi: “Abbiate sale in voi stessi e mantenete la pace con gli altri”. […]

I  FRATI  MINORI nel Convento S.Caterina di Galatina dal 1581 al 1710

I  FRATI  MINORI nel Convento S.Caterina di Galatina dal 1581 al 1710

  I  FRATI  MINORI nel Convento S.Caterina di Galatina dal 1581 al 1710 di Pietro CONGEDO   Giovanni Battista Moles da Bari nella sua “Relatio Minoritica” (1664) ha scritto che il conte Raimondello del Balzo Orsini non solo fondò la chiesa e il convento S.Caterina, ma “fecit etiam amplam bibliothecam”. Quindi risalirebbe addirittura alla fine del XIV secolo la fondazione della biblioteca che i Frati Minori Osservanti arricchirono poi notevolmente, ritenendola strumento indispensabile alla propria formazione culturale e spirituale. Un importante contributo per tale arricchimento fu dato nella prima metà del ‘400 dal frate minore galatinese Giovanni Barella o Barlà[1], che con testamento del 31 maggio 1423 assegnò tutti i  […]

C’è una bomba a bordo

C’è una bomba a bordo

  C’è una bomba a bordo di Salvatore Chiffi I l vecchio cacciatorpediniere San Giorgio, ex Pompeo Magno, modificato in nave scuola a favore degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, diminuì la sua andatura fin quasi a fermarsi. Rallentò per pochi istanti, giusto il tempo necessario per imbarcare il pilota portuale che l’avrebbe guidato sino al molo d’ormeggio, e riguadagnò velocità. Per l’equipaggio e per i pinguini (così erano soprannominati i cadetti dell’Accademia a causa della loro caratteristica divisa) quel rallentamento fu l’inequivocabile segnale dell’arrivo a New York. Tutti raggiunsero il proprio posto di manovra ancor prima che l’ordine fosse impartito e, fatto straordinario, anche meccanici e motoristi si aggiunsero […]