Il basilisco

Un piccolo rettile al centro di una stupida credenza neritina dei secoli scorsi ATTENTI AL BASILISCO! Chiunque avesse incrociato il suo sguardo, sarebbe rimasto paralizzato o morto all’istante di Emilio Rubino Il basilisco (vasiliscu per gli amanti del dialetto salentino), nome di derivazione greca  (βασιλίσκος),  è un piccolo rettile che a malapena raggiunge i 50 cm. di lunghezza. Oggi è quasi del tutto scomparso. I pochi esemplari superstiti s’incontrano immobili sulle pietraie o nei campi incolti a godersi il caldo sole d’estate. A vederli, sembrerebbero delle bestiole insignificanti per le modeste dimensioni e per l’innata paura dell’uomo. Avevano tutt’altra opinione i popolani di Nardò dei secoli andati, molti dei quali […]

In giro per il Salento

Galatina La Camara, un gioiello dimenticato di Massimo Negro Immaginate di vivere in una vecchia masseria nel Salento, circa quarant’anni fa. Una masseria con mura spesse, possenti. Quelle esterne, così come quelle interne. Immaginate di trovarvi in una stanza, non una stanza anonima perché la porta di ingresso lasciava pensare ad un’antica chiesetta, ma completamente spoglia, con mura imbiancate a calce. In questa stanza una parete, ogni volta che vi appoggiavate, poggiavate qualcosa o battevate con il martello per un chiodo o altro, suonava come vuota.  Un suono strano, diverso rispetto a quello delle altre spesse pareti della masseria. Finché un bel giorno presi dalla curiosità, vi siete armati di attrezzi […]

Personaggi neretini

Un simpatico personaggio neritino dei tempi andati TOTO’… LU PACCIARIEDDHU di Emilio RUBINO Erano in molti a considerarlo un matto, ma non lo era affatto. Totò era invece un po’ sventatello, svagato, imprudente, uno insomma che nel fare le cose si lasciava andare facilmente, senza troppo pensare. Proprio per questo suo modo di fare, spesso veniva a trovarsi in situazioni poco piacevoli e, a volte, ingarbugliate e serie. I neritini ormai accettavano le sue “malefatte” perché intuivano che, in fondo a quelle ingenue spontaneità, non vi era alcuna furberia o cattiva intenzione. La gente lo tollerava, quasi con benevolenza, sapendo che aveva a che fare con un uomo che non […]

Papa Galeazzo

La vera storia di “papa” Galeazzo di Lucugnano di Ezio Sanapo Difficile dire quanto i periodi felici della storia, abbiano riguardato le popolazioni del sud e in particolare di Terra d’Otranto, zona questa, così fuori mano. Ma il periodo che sta tra il ’500 ed il ’700, è stato la notte più fonda della storia, la vera “notte della taranta” per gli abitanti di quella zona. Al morso della taranta e della fame si aggiungeva quello della paura e della disperazione a causa del clima inquisitorio messo in atto dal regime spagnolo, coadiuvato dal clero, per scongiurare il dissenso che nasceva dentro e fuori la Chiesa. Vengono in mente immagini di […]

Artisti salentini

LA MISTICA DEL PAESAGGIO  Visione panica nella pittura di  SANTE  DAMONE di Giuseppe  Magnolo L’attività artistica di Sante Damone, nato a Palo del Colle in terra di Bari, ma salentino per adozione e forse anche per vocazione (vive ed opera a Sogliano Cavour), copre un periodo più che trentennale, con una lunga formazione prevalentemente da autodidatta, riferita non solo allo sviluppo ed affinamento delle tecniche figurative e all’efficacia espressiva, ma anche alle motivazioni che sottendono la sua ricerca artistica, avvertita come vero e proprio bisogno esistenziale. La natura di tali motivazioni è ovviamente un aspetto secondario rispetto al risultato artistico, e tuttavia può confermare il fatto che, come avviene nella […]

Un eroe galatinese dimenticato

GIUSEPPE CAGGIA di Antonio Inguscio e Giorgio Lo Bue Nato a Galatina (Le) il 15 settembre 1909 da Antonio e Maria Viola, Giuseppe Caggia, dopo aver frequentato il locale e prestigioso liceo Ginnasio “Colonna”, nel  1928  fece domanda per l’ammissione nella Regia Aeronautica,  partecipando  al concorso per allievo ufficiale pilota che ogni anno veniva bandito dal Ministero dell’Aeronautica. A quell’epoca non tutte le famiglie erano disposte a inviare il proprio figlio ad intraprendere una carriera militare, quale quella aviatoria, ritenuta, non senza motivi, altamente rischiosa. Aspetti di natura economica, inoltre, sbarravano la strade a molti giovani intraprendenti e vogliosi di cimentarsi nella giovane e neonata disciplina militare, in quanto parte […]

Il Salento da visitare

Sant’Eufemia a Tricase La Madonna del Gonfalone, la Maddalena e le lucertole di Massimo NEGRO Sotto un sole sadicamente infuocato, in uno dei fine agosto più assolati che si ricordino, in macchina mi dirigo verso il Borgo di S. Eufemia a Tricase. Superato Lucugnano in direzione di Alessano, poco l’uscita del centro abitato si incontra un incrocio con l’indicazione della meta pomeridiana: la cripta basiliana della Madonna del Gonfalone. Giungo un’ora prima che inizino le funzioni religiose, mentre i venditori ambulanti iniziano a sistemare la loro mercanzia ai margini della strada. Un po’ nei cofani delle macchine o sulle api, la maggior parte dei loro oggetti, cesti e terrecotte, poggiate […]

Ambasciatori del tempo che fu

Gli ambasciatori dell’amore di Emilio Rubino I menestrelli sono stati nel medioevo i primi ambasciatori d’amore, esibendosi sotto la finestra della “corteggiata” con musiche e canti melodiosi e struggenti. Ma cosa succedeva nella nostra Nardò negli ultimi due secoli? In tema d’amore, i “messaggeri” o gli “ambasciatori” (da non confondere con i “traminzani”, con coloro, cioè, che s’interessano di combinare fidanzamenti o matrimoni), assumono un ruolo di primaria importanza, sicché nel solco della tradizione erotico-folklorisitca della nostra gente si è venuto a creare un vero sostrato culturale sinora tramandatoci solo oralmente dai tempi antichi sino ai nostri giorni. Gli ambasciatori dell’amore sono tanti e tanti, quanti la fantasia dei cuori […]

Lu ditteriu

LU DITTERIU Il popolo, quando parla, sentenzia di Piero Vinsper Unde abii redeo: torno al punto di partenza, cioè riprendo a parlare dei ditteri galatinesi, di quei proverbi che, data la ricorrenza della Natività, riguardano le donne e mettono in luce le loro virtù, i loro pregi e soprattutto i loro difetti. D’altra parte Nuddhra lingua aggiu ‘mparatu de nuddhra sacciu nienti ma viddhra de lu tata sta mi scioca ‘nthr’alli dienti Non ho imparato nessuna lingua, di nessuna so niente, ma quella di mio padre, in dialetto, mi sta giocando e ballando in bocca tra i denti. Fèmmana culimpizzata né pe mujere né pe cagnata Bisogna stare alla larga, […]

Nelle viscere del Salento

Un viaggio nelle antiche miniere di tufo di Cutrofiano di Massimo Negro   “Ci fazzu? … Vau te sulu?” “Sine, poti scire te sulu”, rispose l’anziano proprietario; poi rivolto a suo fratello, che nelle intenzioni iniziali mi avrebbe dovuto accompagnare, disse preoccupato: “Dici ca se perde?” “None, comu face cu se perde” lo rassicurò il fratello, quindi guardandomi disse: “Bona passeggiata e… me raccumandu cu no te perdi!”. Salutai i due e mi avviai a piedi verso l’ampia entrata della cava. Prima di giungere a quel giorno, però, è bene raccontarvi gli avvenimenti precedenti. Erano passati parecchi mesi da quando mi presentai per la prima volta ad una delle cave […]

Il cap. poeta

FEDELE SALACINO DE PRINCIBBIU FINCA ‘LL’URTIMU di Piero Vinsper   Per far quadrare il cerchio circa l’opera di Fedele Salacino, alias Cino de Portaluce, mancava  la conoscenza della sua prima pubblicazione. Ed eccola qua: trattasi di un libricino dalla copertina giallognola, contenente trenta sonetti, dal titolo De princibbiu finca ‘ll’urtimu, stampato per i tipi della tipografia Vergine di Galatina. Sono sonetti di contenuto amoroso, che tracciano giorno per giorno l’evolversi del corteggiamento dell’innamorato verso la donna amata. Non si può stabilire l’anno della pubblicazione, perché non è riportato sul libretto. Però è certo che è avvenuta post nuptias con la tabella Giulia, come si evince dalla dedica dell’opera: A Ciccillo, […]

Leggende salentine

Il Salento delle leggende Misteri, prodigi e fantasie nell’antica Terra d’Otranto di Antonio Mele ‘Melanton’ Quando muoiono le leggende finiscono i sogni. Quando finiscono i sogni, finisce ogni grandezza. Ho già scritto, su queste stesse pagine, che “siamo quello che eravamo”. Noi, che per avere un regalo bisognava aspettare la Befana. Ed essere promossi a scuola. Quando a scuola (come ovunque) si andava a piedi. Con scarpe risuolate, e magari fornite di tacce (sorta di piccole mezzelune d’acciaio, sistemate sotto i tacchi e la punta), a salvaguardia dei punti nevralgici delle nostre preziose calzature. Le quali dovevano durare fino e perfino oltre la crescita di numero del nostro piede!, e […]