La joint venture della mia fanciullezza

La joint venture della mia fanciullezza

La locuzione sostantivale “joint venture”, mutuata, al pari di tante altre, dalla terminologia inglese, ma ormai divenuta di uso comune in tutto il mondo, dà, di primo acchito, l’impressione di qualcosa di complicato, difficile. Invece, com’è noto, tradotta in italiano, può significare, anche e semplicemente, alleanza, collaborazione. Ad ogni modo, vocabolo a parte, nella specifica fattispecie è il caso di osservare che i linguisti anglo-sassoni non hanno scoperto proprio niente di originale. I miei nonni materni, i quali vivevano insieme con i sei figli in una modesta abitazione a piano rialzato, fino a quando non sono divenuti vecchi o inabili, hanno sempre allevato una capretta, che, di giorno, conducevano immancabilmente al libero pascolo nei […]

Ziti e zite di ieri, fidanzati e … fidanzate d’oggi

Ziti e zite di ieri, fidanzati e … fidanzate d’oggi

Nello scorso secolo, più precisamente per tutta la sua prima metà, al paesello, la composizione classica dei nuclei famigliari era di otto unità, ossia marito, moglie e sei figli. In taluni casi, si arrivava a nove dieci membri e, eccezionalmente, finanche oltre; rari, invece, i focolari meno affollati. In linea con la tendenza generale, sei figli, fra maschi e femmine, avevano procreato pure i miei nonni materni. Intorno al 1947, ben tre degli zii, zia R., zia V. e zio T. erano impegnati con i rispettivi “ziti” e “zita”. All’epoca, l’accezione fidanzato/fidanzata era pressoché sconosciuta, comunque non usata, si usava dire, giustappunto, “tenere u zitu” e “tenere a zita”. L’espressione “fare l’amore” […]

Da Marittima: voci, volti, figure, sensazioni ed emozioni

Da Marittima: voci, volti, figure, sensazioni ed emozioni

Marittima, piccola e amena località del Basso Salento, si presenta, per un cospicuo tratto del suo perimetro territoriale, come incorniciata da un susseguirsi di scogliere, seni, calette e anfratti, un mare letteralmente da favola. In aggiunta, annovera apprezzabili attrattive naturali e paesaggistiche, fra cui vecchie torri costiere d’avvistamento e spettacolari sempre verdi distese d’ulivi, dalle vivide sfumature argentee, rese scintillanti dai riflessi dei raggi solari. E, però, nella circostanza, al comune osservatore di strada, viene l’estro di soffermarsi su una connotazione del paesello solitamente sottaciuta, un aspetto incorporeo, in altre parole sulla sua anima. Una bozza di rosario distintivo e descrittivo senza tempo, una copertina di semplici meditazioni, riflessioni e ricordi, […]

La Chiesa di Sancta Maria De Templo in Galatina

La Chiesa di Sancta Maria De Templo in Galatina

Sosteneva il compianto Donato Moro, riconosciuto esperto di fonti salentine, che qualora emergesse conflitto tra un documento comprovato ed una tradizione «non possono permanere incertezze di sorta: deve essere messa da parte la tradizione, anche se solenne per il suo protrarsi nel tempo»[i]. È proprio questo il caso della scomparsa chiesa di S. Maria del Tempio di Galatina che una antica “tradizione” storica, risalente a Michele Montinari nella sua Storia di Galatina[ii], la vuole collocata in piazza Vecchia e che ora, al rinvenimento in quell’area di un edifico sacro [?] diruto, una sparuta schiera di novelli proseliti ed accoliti di quella “tradizione” non solo ritiene di aver individuato l’esatta ubicazione […]

Pingula, pingula, barbaria

Pingula, pingula, barbaria

Pingula, pingula, barbaria, vi ce dice la mescia mia, la mescia mia, la Pignatara, vi ce dice la cucchiara, la cucchiara netta netta, vi ce dice la trummetta, la trummetta tuu, tuu, essi fori, ca tocca a tu. Leggibilmente, pingula, pingula, barbaria (traduzione sconosciuta), vedi che dice la mia maestra, la mia maestra, la Pignatara, vedi che dice il cucchiaio, il cucchiaio pulisce pulisce, vedi che dice la trombetta, la trombetta che fa tuu, tuu, esci fuori perché tocca a te. Una filastrocca alla buona vuota di significati e nessi e, perciò, leggera, autenticamente d’altri tempi, sopravvissuta a stagioni, abitudini, modi d’essere, soli e cieli lontani. E però, ricca della forza del […]

Il Risorgimento Italiano. La sottomissione e l’umiliazione dei meridionali

Il Risorgimento Italiano. La sottomissione e l’umiliazione dei meridionali

Dopo l’ingresso trionfale di Garibaldi a Napoli, l’annessione del Meridione al Regno di Sardegna fu legittimata istituendo un plebiscito-farsa per ottenere dagli stati europei il loro beneplacito, ammantando ogni cosa con una veste di legalità. Il 21 ottobre 1860, il popolo duo-siciliano fu chiamato ad esprimere il proprio parere sull’annessione al Regno di Sardegna. Come era nelle previsioni, gli elettori si dichiararono favorevoli a larghissima maggioranza, legalizzando in tal modo il passaggio della sovranità dai Borbone ai Savoia. Ad onor del vero, al plebiscito partecipò solo il 19% della popolazione attiva, rappresentato esclusivamente dalle classi sociali agiate, soprattutto borghesi, buona parte delle quali era di stampo liberale. Nonostante ciò gli […]