Salvatore Todaro – Capitano di corvetta

Salvatore Todaro – Capitano di corvetta

Salvatore Todaro Dopo aver letto il toccante articolo “Il Capitano” del prof. Andrea Tarantino, pubblicato sulla rivista “il filo di Aracne”, ho sentito la necessità di rievocare la storia del Capitano di Corvetta Salvatore Todaro. Il nome ai più non dirà niente, ma per chi come me ha passato gran parte della sua vita in Marina, quella di Salvatore Todaro, è un figura mitica sia per il suo grande  coraggio, ma soprattutto per l’umanità profonda che è insita nell’animo di ogni marinaio. Salvatore Todaro è senza dubbio uno dei più sconcertanti personaggi della seconda guerra mondiale, denominato dagli amici e dai nemici “Il corsaro gentiluomo”. Entrato come Allievo nell’Accademia Navale […]

Il sale

Il sale

Da sempre è considerato il simbolo della saggezza di Emilio Rubino Conosciuto in tutto il mondo e in tutte le epoche per i suoi molteplici usi, soprattutto gastronomici, il sale, metaforicamente parlando, indica intuito, intelligenza, sapienza, tant’è vero che i toscani, con la parola “sciocco”, si riferiscono sia ad un cibo insipido sia ad una persona scarsa di senno. Nel nostro Salento chi difetta di tali requisiti si dice che “nu’ ttene sale ‘n capu”. Lo stesso Gesù (Matteo 5:13), rivolgendosi ai suoi discepoli, asseriva: ”Voi siete il sale della terra”; ed ancora (Marco 9:50) sempre ai medesimi: “Abbiate sale in voi stessi e mantenete la pace con gli altri”. […]

I  FRATI  MINORI nel Convento S.Caterina di Galatina dal 1581 al 1710

I  FRATI  MINORI nel Convento S.Caterina di Galatina dal 1581 al 1710

  I  FRATI  MINORI nel Convento S.Caterina di Galatina dal 1581 al 1710 di Pietro CONGEDO   Giovanni Battista Moles da Bari nella sua “Relatio Minoritica” (1664) ha scritto che il conte Raimondello del Balzo Orsini non solo fondò la chiesa e il convento S.Caterina, ma “fecit etiam amplam bibliothecam”. Quindi risalirebbe addirittura alla fine del XIV secolo la fondazione della biblioteca che i Frati Minori Osservanti arricchirono poi notevolmente, ritenendola strumento indispensabile alla propria formazione culturale e spirituale. Un importante contributo per tale arricchimento fu dato nella prima metà del ‘400 dal frate minore galatinese Giovanni Barella o Barlà[1], che con testamento del 31 maggio 1423 assegnò tutti i  […]

C’è una bomba a bordo

C’è una bomba a bordo

  C’è una bomba a bordo di Salvatore Chiffi I l vecchio cacciatorpediniere San Giorgio, ex Pompeo Magno, modificato in nave scuola a favore degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, diminuì la sua andatura fin quasi a fermarsi. Rallentò per pochi istanti, giusto il tempo necessario per imbarcare il pilota portuale che l’avrebbe guidato sino al molo d’ormeggio, e riguadagnò velocità. Per l’equipaggio e per i pinguini (così erano soprannominati i cadetti dell’Accademia a causa della loro caratteristica divisa) quel rallentamento fu l’inequivocabile segnale dell’arrivo a New York. Tutti raggiunsero il proprio posto di manovra ancor prima che l’ordine fosse impartito e, fatto straordinario, anche meccanici e motoristi si aggiunsero […]

Presenza dei Frati Minori nel Convento S.Caterina di Galatina dal 1385 al 1493

Presenza dei Frati Minori nel Convento S.Caterina di Galatina dal 1385 al 1493

  Presenza dei Frati Minori nel Convento S.Caterina di Galatina dal 1385 al 1493 di Pietro Congedo   Francesco d’Assisi (1181-1226), convertitosi (1206) dopo una giovinezza ricca e spensierata, rinunciò alle ricchezze paterne e iniziò una vita di penitenza e di predicazione. Quando ebbe un gruppo di seguaci fondò il primo nucleo della Congregazione dei fratelli (frati) francescani, attorno ai principi della “fraternità” estesa a tutti gli esseri del creato, della “minorità” intesa come sottomissione completa alla Chiesa e dell’assoluta “povertà”. Ricevuta una prima approvazione verbale da parte di papa Innocenzo III, l’Ordine dei Frati Minori fu riconosciuto definitivamente nel 1223 da papa Onorio III , che ne approvò la […]

“Uen gudd gudd…”

“Uen gudd gudd…”

“Uen gudd gudd…” di Salvatore Chiffi   Alle prime luci dell’alba del 23 agosto ‘73, con un giorno di anticipo sulla tabella di marcia, la nave San Giorgio, il caccia un po’ snob della Marina Militare, aveva raggiunto la Norvegia proveniente da Halifax (Nova Scotia), e, dopo oltre duemila miglia di navigazione piuttosto burrascosa, tra orche e balene, ad una latitudine prossima al Circolo Polare Artico, si era insinuato nelle placide acque del Sognefjord (fiordo dei sogni) con il suo carico di giovani cadetti. Quando il Chief uscì in coperta per raggiungere a poppa la Centrale di Tiro e dare il cambio alla guardia, un meraviglioso ed imprevisto spettacolo lo […]